Con la bicicletta si va verso l’impotenza?

Con la bicicletta si va verso l'impotenza?Chi più, chi meno, ha provato almeno una volta nella sua vita il piacere di fare un giro in bicicletta: la gentile brezza che accarezza le gote (e gli infami moscerini che entrano in bocca), il susseguirsi di paesaggi diversi (o di campagne e capannoni sempre uguali), e la purezza dell’aria collinare (o la cappa di smog e le clacsonate delle strade cittadine).

La bicicletta è un mezzo sano, veloce ed ecologico. Un’attività fisica corretta ci permette di tenere allenato il nostro sistema cardiocircolatorio, aumentando il buonumore ed allontanando il momento del “tagliando” dal dottore.

Per quel che riguarda i disturbi della sessualità, spesso essi sono causati da uno scarso funzionamento della circolazione sanguigna. Questa situazione può facilmente essere migliorata svolgendo una leggera attività fisica, in maniera costante e corretta (recenti studi hanno fissato il limite minimo di consumo calorico per attività sportive in 4000 calorie alla settimana).

Ovviamente il ciclismo o un semplice giro in bici sembrerebbero rappresentare il miglior modo di coniugare le 2 necessità, essendo un’attività sportiva a basso costo e che logora poco le articolazioni e la schiena. Questo è vero, ma sono necessarie alcune precisazioni.

Recenti studi scientifici condotti dal dottor Irwin Goldstein, professore ordinario di Urologia presso la rinomata università di Boston e uno fra i più grandi luminari mondiali nello spinoso tema della disfunzione erettile, hanno dimostrato il legame causale fra un’attività ciclistica ed i problemi sessuali (sia maschili che femminili). L’allarme rosso sorgerebbe per tutti coloro che svolgano un’attività ciclistica superiore alle 3 ore al giorno. In linea di principio, non sembrerebbe esserci nulla di nuovo, dato che già la “vulgata” considerava potenzialmente dannosa da un punto di vista sessuale, passare troppo tempo sul sellino di una bici.

In realtà, per quanto possa sembrare convincente lo studio condotto dall’eminente studioso americano (che ha visto coinvolto un campione di 400 uomini di età variabile), la maggior parte degli andrologi del resto del mondo non è ancora completamente persuaso rispetto all’effettivo nesso causale fra ciclismo e prostatiti o altri problemi sessuali come la disfunzione erettile. Anche considerando il fatto che i risultati del test hanno risultati abbastanza contraddittori: il rischio maggiore di patologie peniene riguarderebbe i cicloturisti, o i “ciclisti della domenica”, per i quali, con un giretto in bici di 3 ore settimanale aumentava del 41%. D’altra parte i veri e propri ciclo amatori o dilettanti, ovvero coloro che passano dalle 10 alle 20 ore settimanali sul sellino della bicicletta, correvano un rischio di un misero 13 %.

Una possibile spiegazione del fenomeno potrebbe riguardare la particolare conformazione del sellino: il 72% degli intervistati che avessero avuto problemi di disfunzione erettile utilizzava sellini stretti ed allungati, con i quali tutto il peso corporeo dell’atleta viene scaricato dal perineo sul sellino, mentre il restante 18% e la maggioranza dei soggetti che non avevano mostrato problemi sessuali, utilizzava sellini più larghi e comodi.

Questo compressione provocata dal sellino stretto, può causare dei seri danni ai tessuti molli della zona intima. Un utilizzo prolungato di questo tipo di biciclette, potrebbe influire negativamente sulla salute e la reattività delle vene ed arterie della zona peniena, ma può anche danneggiare la branca ischio pubica ed il canale di Alcock.

A parziale conferma dei risultati di questo test condotto dall’eminente scienziato americano, arrivano quelli di un test condotto dal noto urologo italiano Giuseppe Maio. Dei 500 soggetti intervistati tramite questionari (tutti soggetti amanti della bicicletta), più del 50% dei soggetti ha dichiarato la presenza di problematiche sessuali come l’impotenza, andando a rafforzare la convinzione elaborata dallo studio precedente. Purtroppo, i risultati dei 2 test non risultano completamente sovrapponibili, dato che gli intervistati dello studio italiano hanno dato risposte che suggeriscono una correlazione diretta fra le ore passate sul sellino e i problemi d’erezione. Ovvero, maggiore il tempo passato sul sellino e maggiori saranno i rischi che il pene non raggiunga più una piena e vigorosa erezione.

Come si può ben vedere, la risposta proveniente dalla scienza è tutt’altro che chiara: da un lato viene suggerita una sana e corretta attività fisica al fine di migliorare la circolazione sanguigna per scongiurare lo spauracchio dell’impotenza, mentre dall’altro si considera uno degli sport più belli e sani del mondo come potenziale causa aggiuntiva della disfunzione erettile.

Se davvero non vuoi rinunciare al piacere di una pedalata da solo o con gli amici, nelle calde campagne o nelle fresche montagne, ma hai paura che possa sorgere od aggravarsi una patologia sessuale, la soluzione è molto semplice: procurati un sellino speciale anti prostatite. Questa particolare tipologia di sellini aperti coniuga il comfort dei sellini tradizionali con l’assoluta innocuità da un punto di vista della salute, non comprimendo il perineo e non danneggiando le sensibili arterie presenti nel sopra sella.

Con questi sellini speciali potrai godere dei benefici alla salute garantiti da una bella biciclettata e non rinunciare a poderose e feree erezioni.

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