La potenza sessuale passa dai denti

La potenza sessuale passa dai dentiI denti rappresentano un organo fondamentale per la salute generale del corpo umano: garantiscano il primo sminuzzamento del nutrimento affinché esso possa essere digerito in maniera completa e rappresentano spesso uno degli elementi di maggiore attrazione nei rapporti inter personali.

Recenti studi estendono in maniera considerevole l’importanza della salute dentale, collegando in maniera diretta i problemi ai denti e alle gengive con le patologie sessuali (innanzi tutto la disfunzione erettile). Nello specifico, uno studio pubblicato dal prestigiosa rivista statunitense Journal of Sex and Medicine, ha dimostrato come problemi gengivali ( ad es. infiammazioni o infezioni) influenzino negativamente l’erezione nei ratti.

Sebbene vi possano essere differenze di risultati con eventuali sperimentazioni sugli umani, i risultati evidenziano un netto calo dei livelli di ossido di nitrato all’interno del sangue dei ratti affetti da parodontite, ovvero della sostanza che viene rilasciata dal cuore su ordine dei neurotrasmettitori cerebrali per far rilassare le arterie peniene e consentire la vaso dilatazione dei corpi cavernosi e spugnosi presenti nell’organo genitale maschile.

Naturalmente, seguire le canoniche raccomandazioni del dentista, ovvero lavarsi frequentemente i denti, usare il filo interdentale ecc. può avere benefici indiretti nelle relazioni interpersonali, migliorando l’aspetto e l’alito, ma secondo un ulteriore studio condotto dall’Università di Inonu in Turchia, riuscire ad evitare lo sviluppo di problemi come la gengivite, permetterebbe di mantenere una vita sessuale soddisfacene. Infatti, questo studio sottolinea la relazione esistente fra parodontiti croniche e disfunzioni erettili (chi soffra di questi problemi dentali ha una probabilità 3,29 volte superiore di sviluppare l’impotenza rispetto alla normalità dei casi). A capo dello studio il professor Faith Oguz, il quale ha sottolineato come non vi sia ancora certezza sull’elemento che determini questa correlazione, sebbene vi sia un diffuso sospetto che riguardi i quantitativi ed il degradamento dell’ossido di nitrato.

Se i gentili lettori non fossero persuasi dagli argomenti citati, lo studio condotto dai ricercatori del Memorial Hospital dell’Estremo Oriente insieme alla Facoltà di Medicina dell’Herng-Ching, spazzerà qualsiasi dubbio: il campione di uomini intervistati in questo test è mastodontico, coinvolgendo più di 160 mila uomini scelti a caso, dei quali non si conosceva la cartella clinica. Lo studio ha seguito per 5 anni il campione, confrontandolo con uno di 33 mila uomini che soffrivano di impotenza. I risultati sono stati resi pubblici nel meeting annuale dell’Associazione degli Urologi statunitensi, svoltosi ad Atlanta nel maggio scorso. Le sbalorditive risultanze hanno mostrato che il 12% degli uomini intervistati soffriva di parodontite, circa 1 uomo su 3 fra il campione di uomini che soffrivano di impotenza, mentre solo 1 su 10 nel più ampio campione eterogeneo.

Questo studio ha dimostrato che le malattie gengivali avevano una maggiore diffusione fra gli uomini ai quali fosse stata diagnosticata disfunzione erettile, con un’interessante forbice rispetto all’età: i soggetti maggiormente colpiti erano i giovani sotto i 30 anni e gli anziani sopra i 70. Quindi, non è sufficiente auto convincersi dell’impotenza come patologia legata all’età, considerando la sensibile presenza di under 30 fra gli “impotenti”.

Considerando la relazione esistente fra le 2 condizioni mediche potrebbe valer la pena sottoporsi ad un approfondito screening dentistico su base semestrale per verificare l’eventuale presenza di parodontite ed agire in via preventiva.

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