Disfunzione erettile: la cura potrebbe essere un semplice antibiotico

Disfunzione erettile: la cura potrebbe essere un semplice antibioticoLa disfunzione erettile è un problema che ha colpito e colpisce milioni di uomini (nella sola Italia sono 3 milioni) che non sono in grado di raggiungere e/o mantenere un’erezione completa al fine di avere un rapporto sessuale totalmente soddisfacente.

Fra le varie terapie per la cura di questo disturbo potrebbe arrivare una nuova ed apparentemente banale soluzione: la risposta sarebbe infatti un normalissimo antibiotico.

Entro la fine del 2013 dovrebbero arrivare i risultati di uno studio scientifico nelle sue fasi conclusive incentrate sull’acido clavulanico (un inibitore enzimatico delle beta lactamasi, oltre ad essere un arcinoto farmaco antibiotico) riguardo al suo possibile uso come terapia in grado di migliorare in maniera sensibile le capacità e le performances sessuali di un uomo.

Nella fase precedente erano emersi numerosi risultati incoraggianti, aprendo un possibile fronte ad un trattamento innovativo per tutti quei maschi che soffrono di disfunzione erettile e che non possono assumere i famosi farmaci inibitori dell’enzima Fosfodiesterasi (PDE-5) come il Viagra e il Cialis, per problemi all’apparato cardio circolatorio e a patologie cardio vascolari.

Come confermato dal professor Furio Pirozzi Farina, anche Presidente della Società Italiana di Andrologia, a differenza dei medicinali già disponibili in commercio che agiscono esclusivamente sulla capacità erettile, l’acido clavulanico, ha mostrato una sensibile efficacia avverso la disfunzione erettile causata da problemi di natura psicologica e aprirebbe nuove speranze per altri tipi di malattie della sfera sessuale, come l’eiaculazione precoce, e anche i problemi sessuali femminili.

Le speranze sono sorte a seguito della pubblicazione di uno studio pre clinico sui ratti condotto dall’Università olandese di Utrecht, sulla base del quale emergeva un sensibile aumento dell’attività sessuale dei ratti a seguito della somministrazione dell’antibiotico. In seguito, la sperimentazione è continuata sull’uomo, con test a doppio cieco, totalmente randomizzato, con confronto con la somministrazione di placebo, valutando l’efficacia e la sicurezza per la salute su un campione di 39 uomini di età variabile dai 18 ai 65 anni, affetti da disfunzione erettile.

L’efficacia è stata misurata utilizzando i parametri dell’Internation Index of Erectile Function (il cui acronimo è IIEF), per un periodo di 8 settimane, ed ha evidenziato un’efficacia apprezzabile anche nel miglioramento della qualità della vita. Il principio attivo dell’antibiotico, l’acido clavulanico, non ha mostrato segni di possibili conseguenze negative per la salute, ed è stato generalmente ben tollerato, senza manifestare particolari effetti collaterali o controindicazioni.

Ora si stanno aspettando i risultati della fase successiva, che ha aumentato il suo campione a ben 225 uomini sofferenti di deficit erettile, la quale si concluderà con la redazione da parte di tutti gli uomini sperimentatori del SEP ovvero del Sexual Encounter Profile, un questionario di valutazione della propria funzionalità sessuale, oltre all’IIEF e a valutare la qualità della vita.

Secondo il dottor Pirozzi Farina, oltre alla sperimentazione terapeutica, si dovrebbe cercare di squarciare il velo di imbarazzo ed “omertà” legati a questi seri problemi sessuali, quando una costante e trasparente comunicazione potrebbe portare a numerosi miglioramenti della condizione di benessere di milioni di uomini in tutto il mondo.

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