Quando il Viagra non funziona: l’auto iniezione contro la disfunzione erettile

Quando il Viagra non funziona: l'auto iniezione contro la disfunzione erettileLa disfunzione erettile causata da problematiche fisiologiche comporta l’assoluta impossibilità di raggiungere e mantenere un’erezione completa per avere un rapporto soddisfacente con la propria partner. Esistono diversi rimedi a questo problema, ad es. l’assunzione per via orale di alcuni farmaci fra i quali i famosissimi Viagra e Cialis, oppure metodi più naturali come radici o cibi afrodisiaci.

Quando la risposta farmacologica orale non abbia risultati soddisfacenti, e prima di procedere all’extrema ratio ovvero alla terapia chirurgica conservativa o sostitutiva, esiste un rimedio graficamente difficile da attrezzare ma dall’interessanti risultati concreti.

Si tratta di sottoporsi ad iniezioni intra peniene, per permettere una vasodilatazione dei tessuti molli, dei corpi cavernosi e dei corpi spugnosi dell’apparato genitale. Si tratta di una iniezione nella regione basale del pene, utilizzando un ago dal diametro infinitesimale, la quale determinerà un’erezione, apparentemente normale, di durata complessiva variabile fra la mezz’ora e le due ore.

Molti uomini utilizzano correntemente questo metodo, nonostante le ovvie ritrosie di primo acchitto. Secondo il direttore del Center for Sexual Function della Cleveland Clinic Foundation, Drogo K. Montague, decine di migliaia di persone ne hanno usufruito e ne usufruiscono tutt’ora.

Durante gli ultimi decenni di test e sperimentazioni specifiche, sono stati adoperati diversi composti farmaceutici, ma i migliori sono risultati essere la fentolamina, la papaverina e la prostaglandina. Il loro funzionamento è del tutto analogo: provocano una dilatazione dei vasi sanguigni, determinando una congestione peniena (ovvero sia il sangue non può defluire dai corpi cavernosi e spugnosi) ed il dosaggio può essere variato a seconda della durata dell’erezione desiderata. Il dottor Guido Piediferro, andrologo all’ospedale San Paolo di Milano, fissa i limiti nella posologia, non dovendo superare le 3 ore complessive di erezione e di non utilizzare le iniezioni per più di una quindicina di volte al mese.

L’efficacia di queste iniezioni intra peniene, è assicurata per uomini di tutte le età, essendo garantita per gli uomini più anziani ma anche per i più giovani (il fenomeno della disfunzione erettile e impotenza giovanile è in preoccupante crescita).

I risultati di uno studio di trattamento della disfunzione erettile condotto dalla Facoltà di Medicina della Duke University, hanno dimostrato come le iniezioni di un mix di fentolamina e papaverina a uomini di età variabile dai 35 agli over 65 anni, avessero un’efficacia assolutamente identica anche in presenza di cause diverse (organiche, psicologiche o altro). Naturalmente, agli uomini più anziani era necessario somministrare una dose mediamente superiore rispetto a quella dei più giovani. Ma per entrami i gruppi non sono emerse particolare complicazioni, controindicazioni, effetti collaterali o interazioni con altri farmaci.

Intuitivamente, il problema più grosso di questo tipo di trattamento sta nel fatto di dover ogni volta somministrarsi la sostanza vaso dilatante con una singola iniezione nelle zone genitali. Allo stato attuale della scienza, non sono stati trovati metodi meno impattanti aventi la stessa efficacia, per somministrare lo stesso farmaco all’interno delle cavità che corrono lungo tutto il pene (corpi cavernosi). Questi “corpora” sono ricoperti e protetti dalla cosiddetta tunica albuginea, ovvero un tessuto piuttosto resistente, che deve essere perforato dall’ago della siringa per permettere al farmaco di produrre il suo effetto. Sono state provate diverse modalità di somministrazione della papaverina, ad esempio con delle patches adesive o addirittura per ionoforesi attraverso la corrente elettrica, ma nessuna di esse ha mostrato la benché minima efficacia.

Secondariamente, un altro inconveniente di questo tipo di terapia è l’altissimo costo. Il corrispettivo per una singola iniezione si aggira fra i 15 e i 20 euro, pertanto si può giungere ad un costo mensile di 300 euro senza colpo ferire.

Inizialmente il contenuto dell’iniezione era la sola papaverina che poteva portare ad erezioni lunghissime e dolorose, che fortunatamente ora sono scongiurate grazie al mix con fentolamina e prostaglandina.

Studi sul lungo termine hanno mostrato come il 50% degli uomini continuasse ad usare le iniezioni, ma per il 22% di essi si erano formati dei fastidiosi noduli alla base del pene a causa delle continue penetrazioni dell’ago (si tratta di piccoli noduli solidi di tessuto cicatrizzatosi raramente fastidiosi).

Queste iniezioni devono essere auto somministrate, pertanto è d’uopo una discreta manualità e mano ferma, oltre ad una buona vista.

È proprio questa sommatoria di piccoli o grandi inconvenienti a determinare l’altissimo tasso di abbandono, spesso nelle primissime fasi.

Per far venir meno la paura della iniezione nelle zone intime, dei ricercatori israeliani hanno inventato l’Instaject 11, una ago dal calibro infinitesimale che ha trovato la piena soddisfazione dell’uso, trattandosi di un’iniezione facile ed indolore. Altri studiosi hanno creato uno strumento simile ad una penna a sfera con un piccolo stantuffo ed un piccolissimo ago in punta. Esiste una ulteriore alternativa, ovvero l’inserimento attraverso l’uretra, viene immessa una piccolissima pillola da inserto cutaneo contenente alprostadil o PGE-1 (ovvero i farmaci contenenti papaverina e prostaglandina).

L’aprostadil è un farmaco venduto in formato di candelette, che vengono somministrate per via intra cavernosa o intra uretrale, e poi deve essere facilitata la circolazione del principio attivo facendo roteare il pene fra i palmi delle mani. L’effetto arriva dopo 10 minuti dall’iniezione e la durata complessiva dipende dal quantitativo del dosaggio.

Come già evidenziato sopra, la percentuale di abbandono a seguito di questo trattamento, per dolore al pene, bruciore uretrale, e micro sanguinamento genitale. Sono insorti degli effetti collaterali (come ipertensione e sincope), ed è da sottolineare quanto sia importante la somministrazione della prima dose da parte di un medico specializzato. Eventuali iniezioni effettuate in maniera erronea, potrebbero portare all’evenienza di problemi anche gravi come il priapismo (anche per questa ragione la prima iniezione deve essere effettuata da un dottore molto specializzato).

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